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Vi sono alcuni
indicatori che possono rivelare una postura scorretta; ad esempio, se trattenete il respiro, vuol dire che la vostra posizione corporea è inadeguata e farete fatica anche a camminare ed a stare seduti ... Nel Metodo Feldenkrais® la schiena come parte di un tutto, partecipa ad un processo. |
Ricongiungere il
movimento alla vita.
Ripercorrendo la mia formazione di insegnante mi accorgo di essermi dedi- cata praticamente da
sempre allo studio del movimento umano: ho un passato di atleta nell'atletica leggera, ho
frequentato l'Istituto superiore di Educazione fisica di Firenze, ho insegnato per vent'anni
Edu- cazione fisica nella scuola media statale. Nel 1984 ho cominciato a studiare il Metodo
Feldenkrais®, dapprima attra- verso seminari e poi frequentando la scuola
di formazione diretta da Ruthy Alon.
Questo lavoro illumina veramente la mia vita e posso dire che ancora oggi, ogni volta che
arrivo a qualcosa di nuovo quella scoperta mi rende felice.
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L'interesse che mi guida è volto a trovare il modo di condurre le persone a sentire il corpo
attraverso il piacere, la soddisfazione, la pienezza durante le azioni usuali di tutti i giorni.
In questo periodo la mia attenzione è presa dalle costole, il torace e le sue relazioni con la
colonna vertebrale e le altre parti del corpo. Come fare perchè possano essere percepite, perchè
si possa dire: "guarda, le mie costole si muovono, ci sono, provo piacere nel sentirle, nel
sentire il respiro fluire pieno, profondo, totale"? Se ci pensate vi renderete conto che,
solitamente ci accorgiamo di avere le costole soltanto quando, all'improvviso, sopraggiunge
qualche fitta intercostale o quando sbattiamo contro qualche spigolo.
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Nelle nostre lezioni
Consapevolezza attraverso il movimento®
(questo è il nome delle lezioni di gruppo del Metodo Feldenkrais®)
facciamo spesso qualcosa per coinvolgere le costole nel movimento di altre parti del corpo, ma
lo facciamo quasi dall'esterno del corpo, ascoltiamo come si muovono, se sono
ferme, quando iniziano a muoversi, se si sollevano verso il soffitto e molteplici altre
relazioni. Ho pensato allora di capovolgere questo concetto
invitando gli studenti ad immaginare il torace da dentro, dalle parti interne: dove le
vertebre dorsali si collegano con le costole, com'è la forma del torace, come sono le sue pareti
immaginandole dall'interno, cosa c'è dentro, qual è la consistenza del polmone: è una massa
solida, liquida, morbida? Seguiamo l'aria quando entra (anche noi mentre leggiamo possiamo
farlo) dove si dirige, cosa spinge, qual è il suo colore? E' fresca, cosa sposta, cosa muove,
quando inspiriamo? Pensiamo che l'aria muove le costole e la schiena quando entra in noi.
Ascoltiamo anche cosa succede
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quando l'aria esce e vediamo come si muove il
torace e dove non si muove. E ancora ... espiriamo emettendo un suono
qualsiasi e poi un LA, un DO, sentiamo le vibrazioni tra le costole, le differenze
di vibrazioni. L'aria esce con un suono e le costole vibrano, quali di più, quali di meno; dove
sentiamo più facilità di movimento, più piacere?
Nel seminario che ho tenuto a dicembre a Rovereto alla fine i suoni che si udivano per la
palestra erano ar- moniosi: alti, bassi, schietti, commoventi e le persone avevano un portamento
aperto, quieto, le spalle basse. Il petto largo e pacifico, la schiena lunga e distesa, le
ginocchia soffici ed i piedi forti, gli occhi luminosi.
Il piacere di vederle così è stato veramente grande; l'aspetto più entusiasmante dei seminari di Consapevolezza attraverso il movimento® è che il lavoro si sviluppa intorno ad una mia idea iniziale legata ad alcune funzioni neuromotorie e poi cresce seguendo le necessità del gruppo. Sento di lavorare con le persone, di res- |
pirare con loro, percepisco
dove c'è libertà, dove c'è difficoltà e aggiusto le proposte. Sento se le direzioni sono chiare,
se le singole persone percepiscono, ad es., la loro schiena. Dai loro movimenti e dai loro
respiri posso capire molto e posso sintonizzarmi.
I seminari e le lezioni di gruppo sono un dialogo continuo, così come le lezioni individuali, che
sono chiamate Integrazioni Funzionali®;
dove la comunicazione e l'apprendimento avvengono attraverso il tocco, attraverso la via tattile,
sensoriale, più diretta e più capace di ottenere sostanziali cambiamenti funzionali.
In certi momenti, mentre lavoro, c'è in me come uno stato di attesa, un vuoto che può essere
riempito da ciò che proviene dall'altra persona che sto toccando.
Ci sono momenti in cui
l'ascolto dell'altro diventa profondo e la ricerca del movimento "buono" avviene senza alcuna
forzatura. Perchè più la persona sente di essere
guidata, ascoltata,
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A proposito del
Metodo Feldenkrais® ...
Moshe Feldenkrais (1904 - 1984), ingegnere e
fisico israeliano, è l'ideatore di
Awareness through Movement®
(Consapevolezza attraverso il movimento®)
e il fondatore, a Tel Aviv, dell'Istituto per la divulgazione del metodo di apprendimento
motorio che porta il suo nome e che attualmente è diffuso in tutto il mondo.
Moshe ha voluto lasciare il suo cognome accanto al Metodo; tanti, fra i suoi allievi, gli avevano chiesto di cambiarlo, perchè non era e non è facile spiegare di cosa si tratti. Ma Moshe non ha voluto collocarsi in aree troppo determinate.
Attraverso il Metodo si ottengono grandi miglioramenti nel movimento, ma non è ginnastica;
c'è un grande recupero motorio e buona riabilitazione, special- mente attraverso le lezioni
individuali chiamate
Integrazione Funzionale®,
in cui si tocca la persona, ma non si tratta di medicina, fisioterapia o manipolazione.
Le persone acquistano fiducia in sè
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stesse e nelle proprie possibilità, vedono prodursi in
loro dei cambiamenti emotivi anche se non è psicoterapia.
Attraverso il Metodo Feldenkrais® si impara a conoscersi meglio,
si trovano modi nuovi per eseguire le stesse azioni, si riconoscono gli sforzi superflui,
si può sviluppare il proprio potenziale umano che spesso viene scarsamente utilizzato. Si
impara a stare in piedi e a respirare con maggiore facilità, a stare meglio con se stessi e
con gli altri. Si può collocare il Metodo nell'area dell'apprendimento e dell'autoeducazione.
Attraverso movimenti piacevoli, comodi, eseguiti con curiosità, le persone scoprono modi
di muoversi alternativi, cioè come si può eseguire la medesima azione in più modi (un
semplice esempio: desidero portare un braccio verso l'alto, come posso farlo utilizzando
varie modalità?). Si possono rinfrescare, ripassare modelli di movimento forse nascosti,
dimenticati. Si possono avere, quindi, maggiori modalità per eseguire la stessa azione.
Il Metodo mette in moto un processo che riporta il cervello alle
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toccata con rispetto, più le sue articolazioni acquistano spazio
interno e alcune zone muscolari si dispongono ad abbandonare protezioni eccessive, non necessarie.
Così, anche in casi di parti della schiena doloranti, possiamo arrivare ad un processo di
movimento soddisfacente che consenta comunque il compimento di una buona funzione. Più si
scopre che i movimenti sono possibili, più sopportabile diventerà il dolore e l'organismo nella
sua globalità recupere- rà la sua possibilità di movimento.
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sue funzioni più alte:
esplorare, cercare, imparare, creare.
Feldenkrais parte dalla consta- tazione che il movimento
e la vita sono inseparabili, l'uno non può esistere senza l'altra. Il Metodo di apprendimento
di Feldenkrais sceglie il movimento e il contatto e il loro ascolto profondo come mezzi di
autoconoscenza, come strada da percorrere per imparare e per procedere verso il
miglioramento della qualità della vita.
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